{"id":7898,"date":"2018-11-22T11:04:24","date_gmt":"2018-11-22T11:04:24","guid":{"rendered":"https:\/\/euricse.staging.hgblu.com\/?p=7898"},"modified":"2018-11-22T11:04:24","modified_gmt":"2018-11-22T11:04:24","slug":"territori-accoglienti-tutte-le-pratiche-in-arrivo-a-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/euricse.eu\/it\/territori-accoglienti-tutte-le-pratiche-in-arrivo-a-trento\/","title":{"rendered":"Territori accoglienti: tutte le pratiche in arrivo a Trento"},"content":{"rendered":"<p>Sei sessioni, quasi 35 esempi di integrazione e accoglienza di richiedenti asilo o altre forme di protezione internazionale. Il workshop <a href=\"https:\/\/euricse.eu\/it\/territori-accoglienti-workshop-di-euricse-sulle-buone-pratiche-diffuse-in-italia\/\">Territori accoglienti<\/a>, in agenda sabato 24 novembre al dipartimento di Lettere dell&#8217;universit\u00e0 di Trento, far\u00e0 emergere quella costellazione spesso sconosciuta che anima il Paese. Ma quali sono i Comuni, i consorzi, le cooperative, le imprese che si racconteranno? Qui le loro storie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>TERRITORI ACCOGLIENTI<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Terzo settore e enti locali: dalle pratiche alle sfide future<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le pratiche in arrivo a Trento<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 1 \u2013 Strategie per favorire l\u2019inserimento lavorativo<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>CRAMARS:<\/em><\/strong> Cooperativa Sociale A, Tolmezzo (UD)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>strumento online \u201cOrange\u201d<\/p>\n<p><strong>Obiettivo<\/strong><em>: <\/em>analizzare e mappare le competenze dei richiedenti asilo (e in generale dei soggetti svantaggiati) per facilitare un pi\u00f9 efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Contesto:<\/strong> lo strumento \u201cOrange\u201d nasce con l\u2019obiettivo di favorire l\u2019emersione delle competenze informali dei soggetti svantaggiati e di superare i limiti intrinseci del mercato del lavoro, notoriamente incapace di valorizzare adeguatamente le competenze manuali e informali in particolar modo dei richiedenti asilo, questo anche in presenza di una domanda inevasa di lavoro.<\/p>\n<p><strong><em>MARAMAO:<\/em><\/strong> Cooperativa Sociale B, Canelli (AT)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata<\/strong><em>: <\/em>nuova impresa sociale<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong> facilitare integrazione lavorativa di ragazzi precedentemente ospitati da una cooperativa sociale A in provincia di Alessandria.<\/p>\n<p><strong>Contesto<\/strong>: l\u2019impresa sociale &#8220;Maramao&#8221; nasce nel 2014 a Canelli, nell\u2019area della provincia di Asti che lambisce le prime propaggini delle Langhe su iniziativa della cooperativa sociale Crescere Insieme di Acqui Terme (AL). La nuova cooperativa prende le mosse da bisogno di dare un\u2019opportunit\u00e0 lavorativa concreta a rifugiati e titolari di protezione internazionale una volta terminata l\u2019accoglienza. Maramao si sviluppa all\u2019interno di un settore economico \u2013 quello agricolo \u2013 tra i pi\u00f9 rilevanti della zona.<\/p>\n<p><strong><em>GERMINALE: <\/em><\/strong>Cooperativa di Produzione e Lavoro, Demonte (CN)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>nuova cooperativa di comunit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>creare opportunit\u00e0 di lavoro per i migranti e per la popolazione locale attraverso la rivitalizzazione e rigenerazione del paesaggio e delle culture adatte al territorio.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Germinale nasce da un progetto di volontariato nel 2015 e si costituisce come cooperativa nel 2018 per rispondere a due sfide: superare la precariet\u00e0 dei tirocini formativi attivati su base volontaria sul territorio (grazie all\u2019associazione \u201cInsieme Diamoci una Mano\u201d) e contrastare l\u2019abbandono progressivo della pratica agricola su piccola scala.<\/p>\n<p><strong><em>CENTRO ASTALLI TRENTO: <\/em><\/strong>Associazione (TN)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>metodologia per favorire l\u2019inserimento lavorativo<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>formare e orientare al lavoro richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Il Centro Astalli opera in sinergia con il Cinformi, il braccio operativo della Provincia Autonoma di Trento che \u00e8 responsabile della gestione dell\u2019accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e del fenomeno migratorio in Trentino. In mancanza di strumenti specifici per favorire l\u2019inserimento lavorativo, nel 2012 il Centro Astalli ha sperimentato una metodologia funzionale all\u2019inserimento lavorativo e all\u2019integrazione dei beneficiari inseriti nel progetto SPRAR del Trentino.<\/p>\n<p>Questa metodologia \u00e8 stata affinata nel corso degli anni attraverso la co-progettazione di progetti formativi e attivit\u00e0 formative e di orientamento grazie al confronto con gli altri attori del territorio che si occupano di orientamento al lavoro.\u00a0 La metodologia \u00e8 ora condivisa con tutti gli attori che collaborano con il Cinformi.<\/p>\n<p><strong><em>SOL.CO:<\/em><\/strong> Rete di Imprese Sociali Siciliane (PA)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>modello di intervento rivolto alle persone provenienti da altri paesi e residenti sul territorio nazionale \u201cAccogliente\u201d<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>facilitare l\u2019integrazione dei migranti presenti sul territorio nel tessuto sociale, che li porti ad una piena autonomia e quindi all\u2019accesso a condizioni di vita che prevedano un pieno esercizio di diritti.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>il Consorzio si occupa di servizi alla persona ed in particolare di progetti di prossimit\u00e0 sul territorio; nel corso degli ultimi vent&#8217;anni ha costruito un modello di intervento insieme alle istituzioni con cui collabora volto a rispondere al bisogno della persona partendo dalle risorse che pu\u00f2 apportare nel contesto in cui vive. Nell&#8217;ultimo decennio questo modello \u00e8 stato esteso anche ai servizi per i migranti: si basa su un approccio olistico e integrato volto a garantire la piena presa in carico dell\u2019individuo in situazione di fragilit\u00e0 da parte del territorio in cui risiede. La metodologia sperimentata fa leva su una rete di collaborazione tra cittadini, associazioni, enti pubblici, cooperative e aziende profit.<\/p>\n<p><strong><em>CONSOLIDA: <\/em><\/strong>Consorzio di Cooperative Sociali (TN)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata:<\/strong> formazione e orientamento al lavoro attraverso tirocini in cooperative B<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>integrare i ragazzi attraverso un percorso strutturato in cui la valutazione funga da elemento centrale nella definizione dei percorsi di inserimento lavorativo.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>in Trentino il primo orientamento al lavoro \u00e8 garantito dal Cinformi attraverso la sua rete di cooperative e associazioni. Il progetto sperimentato dal Consolida nasce dall\u2019esigenza di sviluppare azioni strutturate finalizzate a costruire progettualit\u00e0 di valutazione. Di qui la creazione, attraverso la collaborazione di alcune cooperative B socie, di \u201cluoghi di osservazione e formazione\u201d volti a facilitare l\u2019inserimento dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale nel mercato del lavoro utilizzando, a seconda dei casi, gli strumenti di politica attiva del lavoro pi\u00f9 idonei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 2 \u2013 Forme dell\u2019abitare innovative<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Servizi Sociali: <\/strong>Comune di Trento (TN)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>progetto di co-abitazione \u201cAmici per casa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>sostenere percorsi di co-abitazione tra richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e persone con problematiche psichiatriche, disabili fisici e anziani soli<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>il progetto \u201cAmici per casa. Accoglienza adulti\u201d nasce a Trento nell\u2019autunno del 2012, sulla scia della prima \u201cemergenza Libia\u201d. Richiedenti asilo e titolari di varie forme di protezione internazionale segnalati dal Circuito SPRAR, dopo un corso di formazione e un tirocinio, vivono insieme a persone con problematiche psichiatriche o con lunghe storie di emarginazione, ricevendo dal Comune un contributo. Con oltre 90 patti di convivenza realizzati dal 2012 al 2015 e una cinquantina in atto, il Comune ora ha esteso il progetto a minori, anziani e persone con disabilit\u00e0. Il progetto \u00e8 promosso dal Comune di Trento in collaborazione con il Centro di Salute Mentale, cooperativa sociale La Rete.<\/p>\n<p><strong><em>CITT\u00c0 SO.LA.RE.:<\/em><\/strong> Cooperativa Sociale B (Padova)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>Casa a Colori<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>rispondere al bisogno dell\u2019emergenza abitativa e favorire la pratica del turismo, rendendola facilmente accessibile a tutti coloro che l\u2019avvertono come necessit\u00e0 di svago salutare o di occasione di interscambio culturale.<\/p>\n<p><strong>Contesto:<\/strong> Casa a Colori \u00e8 il primo progetto di Social Housing temporaneo realizzato in Veneto. Nasce nel 2003 dalla convinzione che le situazioni individuali di difficolt\u00e0 possano essere superate mediante l\u2019interazione fra soggetti di differente provenienza, condividendo spazi comuni. La Cooperativa Citt\u00e0 So.La.Re \u00e8 attualmente gestore di tre strutture di Casa a Colori a Padova e a Dolo con un totale di 170 posti letto, dove sono inserite al lavoro complessivamente 10 persone svantaggiate.<\/p>\n<p><strong><em>CAMELOT:<\/em><\/strong> Cooperativa sociale (Bologna, Ferrara)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata:<\/strong> progetto Vesta \u2013 Rifugiati in famiglia<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>contribuire allo sviluppo di un nuovo modello d\u2019integrazione accogliendo principalmente rifugiati neomaggiorenni in case private.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Vesta nasce su iniziativa della Cooperativa sociale Camelot nel 2016 come risposta innovativa ad un bisogno sociale emergente di una categoria particolarmente vulnerabile: i giovani rifugiati neo maggiorenni, in uscita dai progetti di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, che vivendo lontano dalla propria famiglia sono privi di figure adulte di riferimento. Vesta si inserisce nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) del Ministero dell\u2019Interno e si avvale dell\u2019esperienza di professionisti esperti nelle attivit\u00e0 di tutela, accoglienza e integrazione di richiedenti e titolari di protezione internazionale. Garantisce un percorso ben strutturato ai cittadini e alle famiglie partecipanti, supportandole dal punto di vista burocratico, amministrativo, legale e psicologico nelle attivit\u00e0 inerenti all\u2019inserimento socio-lavorativo dei beneficiari coinvolti e promuovendo la costruzione di nuove reti di riferimento propedeutiche alla loro autonomia e integrazione.<\/p>\n<p><strong><em>REFUGEES WELCOME ITALIA:<\/em><\/strong> Associazione Onlus (MI)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>accoglienza domestica.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>facilitare l&#8217;integrazione delle persone titolari di protezione internazionale uscite dal percorso di accoglienza attraverso l&#8217;accoglienza in famiglia.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Refugees Welcome Italia Onlus nasce nel 2015 come parte di un network internazionale sorto nel 2014 in Germania. Refugees Welcome Italia promuove un cambiamento culturale riguardo le migrazioni e le trasformazioni demografiche, sociali e culturali in atto in Europa e in Italia e si propone altres\u00ec di superare la dimensione psicologica di passivita\u0300 tipica dei centri collettivi di accoglienza, coinvolgendo la popolazione residente in un ruolo attivo di facilitazione nei processi di accoglienza e di inclusione sociale. Di qui la sfida per le famiglie ospitanti di mantenere un ruolo paritario e non accudente. Il sistema decentrato cui fa assegnamento Refugees Welcome Italia poggia fortemente sulla visibilita\u0300 mediatica: ha quindi avuto picchi di attenzione e periodi di flessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 3 \u2013 Aree rurali e aree montane: quando l\u2019accoglienza genera sviluppo<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>FANTASIA:<\/em><\/strong> Consorzio di Cooperative Sociali, Berceto (PM)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>accoglienza SPRAR<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>offrire ospitalit\u00e0 e facilitare percorsi di integrazione per richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale o umanitaria.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>il Consorzio Fantasia nasce nel 2011 per dare l\u2019opportunit\u00e0 alle piccole cooperative sociali di competere con le cooperative di dimensioni maggiori. Il progetto di accoglienza a Berceto, un paese di poco pi\u00f9 di 2 mila abitanti dell\u2019Appennino parmense, viene attivato grazie alla collaborazione con il Comune con cui il Consorzio Fantasia avvia un progetto SPRAR nel 2014. In Emilia Romagna si tratta del primo centro in montagna a portare avanti progetti legati al Sistema SPRAR. Il progetto nasce e si sviluppa mantenendo i collegamenti con l\u2019anima viva dei paesi, creando ponti e mediando, quando necessario, consentendo cos\u00ec di attivare processi di rigenerazione virtuosi a vantaggio della comunit\u00e0 locale e dei beneficiari. Come Consorzio di cooperative operanti sul territorio montano ovest della provincia di Parma, Fantasia ha aiutato altri comuni ad affacciarsi al mondo SPRAR e dal 2016 il Consorzio Fantasia \u00e8 ente gestore dello SPRAR dell\u2019Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno e, nei comuni di Borgotaro e Bore.<\/p>\n<p><strong><em>PACEFUTURO:<\/em><\/strong> Associazione culturale Onlus, Pettinengo (BL)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>accoglienza CAS<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>offrire ospitalit\u00e0 e facilitare percorsi di integrazione per richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale o umanitaria<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>A Pettinengo, localit\u00e0 fino a pochi anni fa connotata dalla presenza di lunga data dell&#8217;industria tessile legata ai maglifici, Pacefuturo nasce per promuovere temi legati alla pace con un\u2019attenzione particolare ai soggetti fragili (malati psichiatrici e ex carcerati in semilibert\u00e0). Dal 2006, Pacefuturo ha sede e gestisce Villa Piazzo a Pettinengo, dimora storica di met\u00e0 ottocento e dal 2014 inizia a dare accoglienza, in convenzione con la Prefettura di Biella, a un gruppo di richiedenti protezione internazionale inserendoli nel progetto di valorizzazione della sentieristica e dei manufatti architettonici rurali, contribuendo cos\u00ec al recupero dei percorsi che portavano ai lanifici. Molta attenzione vien posta da Pacefuturo al raggiungimento dell\u2019autonomia dei beneficiari attraverso percorsi formativi e laboratori di apicoltura, ceramica e maglieria, aperti anche agli abitanti di Pettinengo e dei paesi limitrofi.<\/p>\n<p><strong><em>RISE HUB:<\/em><\/strong> Associazione, Valle di Comino (FR).<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata:<\/strong> Laboratorio di progettazione per l\u2019innovazione sociale e lo sviluppo sostenibile<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>coinvolgere la comunit\u00e0 locale attraverso la promozione di attivit\u00e0 di animazione volte a innescare azioni di sviluppo centrate sullo scambio tra persone migranti e non.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>L\u2019associazione Rise hub nasce spontaneamente nel 2015 su iniziativa di un gruppo trasversale di ragazzi giovani e adulti con un obiettivo preciso: promuovere un progetto di inclusione a favore di tutti gli abitanti, migranti e non. Il progetto mira a creare una connessione tra giovani disoccupati, migranti, rifugiati e richiedenti asilo del territorio della Valle di Comino istituzioni locali, imprese private che lavorano nei settori dell\u2019agricoltura e organizzazioni di terzo settore. Questo al fine di proporre nuovi modelli di inserimento dei giovani migranti e non nel mercato del lavoro, di promozione delle risorse locali e di valorizzazione dei legami sociali all\u2019interno delle comunit\u00e0 rurali.<\/p>\n<p><strong><em>CON.I.S.A.:<\/em><\/strong> Consorzio intercomunale socio assistenziale, Valle di Susa (TO)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>micro accoglienza diffusa<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>organizzare e gestire il fenomeno dell\u2019immigrazione (particolarmente significativo in valle anche per la vicinanza con la Francia) evitando l\u2019insorgere di contesti sovra-affollati e di difficile gestione; permettere una pi\u00f9 costruttiva integrazione sul territorio.<\/p>\n<p><strong>Contesto<\/strong>: Il territorio della Valle di Susa \u2013 in collaborazione con la Prefettura &#8211; a partire dal 2016 \u00e8 stato promotore di una modalit\u00e0 di accoglienza nuova e diversa. Il Comune di Avigliana e il Consorzio Conisa sono i capofila di un progetto denominato \u201cmicro accoglienza diffusa\u201d, che riguarda 37 Comuni di tutta la Valle di Susa, da Buttigliera Alta a Sestriere &#8211; Moncenisio. Si tratta di un buon esempio di sussidiariet\u00e0 orizzontale con gli enti pubblici \u2013 Comune di Avigliana e Consorzio \u2013 che mantengono e praticano il ruolo di governo e di indirizzo. Il progetto di accoglienza ha generato importanti risultati e ricadute sul territorio. Tra queste si ricordano circa 150 appartamenti affittati con il governo e la tutela delle cooperative incaricate, decine di posti di lavoro creati per le persone che vivono in valle e la sopravvivenza delle scuole in piccole comunit\u00e0 grazie alla presenza di minori all\u2019interno delle famiglie accolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 4 \u2013 Pubblica amministrazione e terzo settore: quali relazioni?<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>K-PAX:<\/em><\/strong> Cooperativa sociale A+B, Breno (BS)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>l\u2019accoglienza a sostegno del welfare locale<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong> sostenere percorsi di sviluppo locale innescati dall\u2019accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale<\/p>\n<p><strong>Contesto:<\/strong> nata nel 2008 su iniziativa di un gruppo di operatori e alcuni ospiti di progetti di seconda accoglienza, K-Pax si rivolge non solo a richiedenti asilo e rifugiati ma anche ad altre categorie deboli del territorio camuno. In qualit\u00e0 di ente gestore SPRAR e di CAS, K-Pax ha sviluppato un modello di accoglienza basato sull\u2019interazione con la comunit\u00e0 ospitante, la valorizzazione dei lavoratori, l\u2019attivazione della popolazione locale e la definizione di percorsi individualizzati di inserimento lavorativo per i beneficiari. K-Pax ha altres\u00ec intrapreso un percorso di sviluppo imprenditoriale che le ha consentito di andare oltre il welfare dell\u2019accoglienza. Grazie alla gestione di un albergo a Breno (l\u2019Hotel Giardino, rigenerato dalla stessa cooperativa) e la raccolta e vendita di vestiti e scarpe di seconda mano, K-Pax genera annualmente un utile significativo, che redistribuisce a favore della comunit\u00e0 per il tramite dell\u2019Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona.<\/p>\n<p><strong><em>PIAM:<\/em><\/strong> Associazione Onlus, Progetto Integrazione Accoglienza Migranti, Asti<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>patto di accoglienza per la messa in sicurezza delle strade<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>rispondere a due distinte vulnerabilit\u00e0: la vulnerabilit\u00e0 dei paesi di accoglienza, minacciati da abbandono e degrado, e la vulnerabilit\u00e0 sociale dei ragazzi ospitati.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>PIAM \u00e8 un\u2019associazione composta da operatori sociali italiani e migranti, che dal 2000 si occupa di donne e migranti con particolare attenzione al problema della tratta. In qualit\u00e0 di ente gestore di un progetto SPRAR, PIAM \u00e8 riuscita a sviluppare un modello di intervento in grado di rispondere al contempo a una pluralit\u00e0 di bisogni, del territorio e dei beneficiari. A questo scopo, ha incoraggiato i comuni dell\u2019astigiano a consorziarsi per inserire al lavoro i ragazzi richiedenti asilo al fine di mettere in sicurezza il territorio e a rilasciare ai ragazzi dei patentini per l\u2019utilizzo delle attrezzature, previa formazione. La definizione di un patto di accoglienza \u00e8 stata possibile all\u2019interno della cornice SPRAR, grazie alla collaborazione con i tecnici e i geometri dei comuni della rete del progetto SPRAR del Comune di Chiusano d&#8217;Asti, che si \u00e8 a sua volta interfacciato con il genio civile e la provincia.<\/p>\n<p><strong><em>SANTORSO:<\/em><\/strong> Comune di Santorso (VI)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>protocollo d\u2019intesa per l\u2019accoglienza diffusa<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>promuovere accoglienza diffusa con criterio proporzionato al numero di abitanti<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Santorso, piccolo comune del vicentino, \u00e8 capofila di un rete di 12 comuni aderenti al progetto SPRAR. E\u2019 stato uno dei primi comuni del nord d\u2019Italia a sperimentare l\u2019accoglienza diffusa che negli anni ha garantito ospitalit\u00e0 a oltre 600 richiedenti asilo.<\/p>\n<p>Ente gestore del progetto SPRAR di Santorso \u00e8 l&#8217;associazione il Mondo nella Citt\u00e0 onlus, che svolge attivit\u00e0 di accoglienza e integrazione di richiedenti asilo, titolari di protezione sussidiaria, umanitaria e internazionale nell&#8217;ambito del Progetto Oasi, attivo gi\u00e0 dal 2000. Il Progetto garantisce ai beneficiari misure di accoglienza, informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento al lavoro attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socioeconomico.<\/p>\n<p>Un aspetto centrale del progetto Oasi \u00e8 il lavoro di rete promosso con altre amministrazioni locali al fine di individuare strategie comuni e ottimizzare le risorse a disposizione. A questo riguardo, a fine 2015 il Comune di Santorso si \u00e8 fatto promotore di un\u2019importante innovazione: la sperimentazione di un protocollo d\u2019intesa per l\u2019accoglienza diffusa con criterio proporzionato al numero di abitanti di ogni comunit\u00e0. Tale protocollo ha aperto la strada alla direttiva del ministro Alfano dell\u2019ottobre 2016 che, ispirandosi a questa esperienza, ha introdotto la \u201cclausola di salvaguardia\u201d indirizzata ai prefetti, che rende esenti i Comuni che appartengono alla rete SPRAR, o che intendano aderirvi, dall\u2019attivazione di ulteriori forme di accoglienza.<\/p>\n<p><strong><em>IL SALE DELLA TERRA:<\/em><\/strong> Consorzio di cooperative sociali, Benevento<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>WELCOME<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>aprire nei piccoli comuni italiani il sistema dell\u2019accoglienza a tutti e sostenerne la rinascita economica attraverso le cooperative di comunit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>il percorso di sviluppo promosso dal Sale della Terra parte del presupposto che l\u2019Italia \u00e8 una costellazione di piccoli comuni.\u00a0 Welcome \u00e8 un\u2019idea nata nel 2014, lanciata nel 2016 con un manifesto e oggi in pieno sviluppo. L\u2019idea \u00e8 semplice: accogliere \u00e8 un movimento oscillatorio e, al contempo, una pratica di economia civile virtuosa e sostenibile dove dare e ricevere sono tuttuno. Accogliere significa fare welfare, ma per fare welfare innovativo bisogna andare oltre il welfare. C\u2019\u00e8 l\u2019accoglienza in senso classico (attraverso lo strumento dello SPRAR) e c\u2019\u00e8 lo strumento della cooperativa di comunit\u00e0. Questi i due perni del modello. E poi c\u2019\u00e8 il consorzio e l\u2019idea \u00e8 di rendere i piccoli comuni un consorzio permanente, in rete, di consorzi territoriali.<\/p>\n<p><strong><em>CINFORMI:<\/em><\/strong> Centro informativo per l\u2019immigrazione della Provincia Autonoma di Trento<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>coordinamento dell\u2019accoglienza da parte della Provincia Autonoma di Trento<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>coordinare servizi di accoglienza e integrazione a favore dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>In virt\u00f9 della sua autonomia speciale e grazie a una delega del Commissario del Governo-Provincia, la provincia Autonoma di Trento ha sviluppato un modello peculiare di gestione dell\u2019accoglienza, caratterizzato da una forte centralizzazione e da un\u2019elevata standardizzazione dei servizi offerti. Nato per supportare la questura nelle procedure amministrative relative all\u2019immigrazione, il Cinformi \u00e8 l\u2019unit\u00e0 operativa del Dipartimento Salute e Solidariet\u00e0 Sociale della Provincia Autonoma di Trento che oggi garantisce la regia dell\u2019accoglienza a livello provinciale.\u00a0 A questo scopo, interagisce strettamente con le organizzazioni di terzo settore che si occupano di accoglienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 5 \u2013 Come gestire i conflitti a livello locale<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>CADORE:<\/em><\/strong> Cooperativa Sociale B, Pieve di Cadore (BL)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>promozione spontanea della cultura dell\u2019accoglienza e inclusione<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>traghettare la comunit\u00e0 cadorina verso una logica di inclusione sociale<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>nata nel 2008 per scongiurare la disoccupazione e l\u2019esclusione sociale e lavorativa delle persone fragili pi\u00f9 colpite dalla delocalizzazione del settore dell\u2019occhiale, nei suoi dieci anni di attivit\u00e0 la Cadore ha ridato fiducia e prospettive a molti abitanti e ha contribuito a rivitalizzare numerose attivit\u00e0 economiche in crisi. La contraddistingue un\u2019ampia ed eterogenea base sociale composta non solo da persone fisiche (tra cui persone svantaggiate) ed enti locali, ma anche da altre cooperative e un\u2019associazione. Sollecitata ad accogliere richiedenti asilo dalla questura di Belluno, la Cadore ha promosso un modello di ospitalit\u00e0 e inclusione in armonia con i suoi principi: la promozione di un dialogo continuo con i diversi stakeholder, tra cui le amministrazioni e la popolazione locale, e il massimo rispetto degli equilibri tra le parti coinvolte. La capacit\u00e0 di gestire potenziali conflitti attraverso l\u2019ascolto, la mediazione e la co-definizione di strategie di intervento secondo una logica di inclusione sociale ha permesso di accompagnare la popolazione locale nel percorso di accoglienza, affinch\u00e9 l\u2019arrivo di richiedenti asilo non venisse percepito come un elemento esogeno da contrastare.<\/p>\n<p><strong>FARSI PROSSIMO:<\/strong> Cooperativa Sociale, Milano<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>progetto \u201cterritorio\u201d<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong> favorire l\u2019incontro, la conoscenza, e il riposizionamento degli abitanti locali in una relazione inter-culturale in modo non stereotipato e contribuire a una narrazione altra del fenomeno migratorio, dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione.<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>a partire dai primi servizi avviati nel 1993, Farsi Prossimo ha consolidato e sviluppato il proprio intervento a fianco di richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria perseguendo in modo sempre pi\u00f9 mirato e specifico l\u2019attivazione e gestione di servizi di accoglienza residenziale e diurna per persone straniere.<\/p>\n<p>Oltre a rispondere ai bisogni di base, si \u00e8 sempre operato per favorire la piena integrazione delle persone straniere in un\u2019ottica di superamento della logica emergenziale.<\/p>\n<p>L\u2019incremento dei bisogni di accoglienza ha portato al progressivo ampliamento e adeguamento delle modalit\u00e0 d\u2019intervento anche nell\u2019hinterland milanese, nonostante la progressiva riduzione delle risorse disponibili per la gestione dei servizi.<\/p>\n<p>Tra le tante attivit\u00e0 promosse, il \u201cprogetto territorio\u201d dello SPRAR di via Gorlini, ha intrapreso una serie di iniziative puntuali e interconnesse nella zona Trenno\/Gallaratese, che hanno permesso di sviluppare una rete fatta da invisibili fili relazionali che l\u2019incontro tra residenti, operatori e ospiti del Centro SPRAR ha saputo intessere. L\u2019orto, il cineforum, la partecipazione a feste di quartiere e al centro, l\u2019organizzazione di spettacoli teatrali e giornate \u201cporte aperte\u201d, il volontariato presso il centro e il volontariato aziendale, sono solo alcuni strumenti d\u2019incontro e prossimit\u00e0 promossi.<\/p>\n<p><strong><em>COMPAGNIA POPOLARE DEL TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO:<\/em><\/strong> Cooperativa di Produzione e Lavoro, Pienza (SI)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>il teatro come strumento di promozione della cultura dell\u2019accoglienza<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>rafforzare la resilienza della comunit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>la Compagnia Popolare del Teatro Povero di Monticchiello \u00e8 un progetto sociale e culturale nato negli anni \u201960, periodo in cui la popolazione di Monticchiello, frazione di Pienza, passa da circa 900 a circa 450 abitanti. Nasce dall\u2019idea di utilizzare la piazza come luogo di aggregazione e coesione sociale, dando vita ad una forma di spettacolo che diventa un tentativo di ricostruzione collettiva e di resistenza alla crisi. E\u2019 stato, infatti, soprattutto il processo tramite cui si \u00e8 arrivati al Teatro Povero ad aver permesso alla comunit\u00e0 di Monticchiello di strutturarsi e di resistere a quello che sembrava un destino segnato. L\u2019iniziativa spontanea si \u00e8 progressivamente strutturata in cooperativa di produzione e lavoro a cui aderisce oggi quasi tutto il paese. E\u2019 in quest\u2019ottica che s\u2019inserisce il progetto di accoglienza di richiedenti asilo da parte del Teatro Povero. L\u2019accoglienza inizia nel 2015 attraverso l\u2019ospitalit\u00e0, inizialmente, di tre ragazzi gambiani: la cooperativa si adopera fin da subito per far entrare gli ospiti in relazione con gli abitanti di Monticchiello, coinvolgendoli nella vita della comunit\u00e0, a partire proprio dagli spettacoli del Teatro Povero. Grazie all\u2019opera di mediazione svolta dalla cooperativa le persone inizialmente ostili si sono ricredute e sono state coinvolte nel progetto.<\/p>\n<p><strong><em>LAI-MOMO:<\/em><\/strong> Cooperativa Sociale, Sasso Marconi (BO)<\/p>\n<p><strong>Pratica presentata: <\/strong>attivit\u00e0 di comunicazione sociale<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong> promuovere e diffondere idee e contenuti nel campo del dialogo interculturale e della cooperazione culturale<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>Lai-momo nasce come casa editrice di comunicazione sociale e educazione al dialogo interculturale, ma \u00e8 impegnata da anni anche nell\u2019accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Oltre ad offrire servizi di assistenza e integrazione, osserva e analizza costantemente la presenza di migranti nel territorio concentrandosi sulle dinamiche e i cambiamenti che si presentano nel tempo. Parte integrante dell\u2019attivit\u00e0 di promozione sociale della cooperativa Lai-momo sono le iniziative di comunicazione, che rappresentano da sempre uno degli strumenti principali attraverso i quali la cooperativa promuove una cultura dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p><strong><em>RE.CO.SOL.:<\/em><\/strong> Rete dei comuni solidali, Carmagnola (TO)<\/p>\n<p><strong>Pratica selezionata: <\/strong>percorso culturale e di conoscenza<\/p>\n<p><strong>Obiettivo: <\/strong>promuovere una cultura dell\u2019accoglienza<\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>l\u2019associazione RE.CO.SOL \u00e8 stata fondata nel 2003 con i primi cento Comuni aderenti, promuovendo e talvolta gestendo progetti di cooperazione decentrata internazionale (Niger, Mali, Senegal, Per\u00f9). E\u2019 attiva anche sul territorio italiano e collabora con altre \u201cReti\u201d di enti locali impegnati sui temi della pace, solidariet\u00e0, ambiente, diritti civili, immigrazione. Ogni Comune aderente contagia altri municipi a seguirne l\u2019esperienza. Esperienze che si traducono anche in termini gestionali in servizi e prestazioni erogati dai Comuni. Numerosi Comuni aderenti a RE.CO.SOL fanno parte della rete SPRAR e di altri progetti di accoglienza. Fondamentale \u00e8 in particolare il percorso culturale e di conoscenza che RE.CO.SOL da sempre segue, promuovendo una cultura dell\u2019accoglienza nei territori in cui opera.<\/p>\n<p><strong><em>ATAS:<\/em><\/strong> Associazione Trentina Accoglienza Stranieri Onlus (Trento)<\/p>\n<p><strong>Pratica presentata: <\/strong>progetti di sviluppo di comunit\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019accoglienza<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Contesto: <\/strong>l&#8217;Associazione Trentina Accoglienza Stranieri \u2013 ATAS onlus \u00e8 impegnata dal 1989 per l\u2019accoglienza, l\u2019integrazione e l\u2019inclusione sociale dei migranti e dal 2010 delle persone e famiglie in situazione di disagio sociale o abitativo indipendentemente dalla nazionalit\u00e0. Dal 2011 partecipa al sistema provinciale dell\u2019accoglienza dei richiedenti protezione internazionale all\u2019interno del quale \u00e8 responsabile dell\u2019area accoglienza e comunit\u00e0. Nelle molte sperimentazioni avviate nel corso degli anni &#8211; mirate allo sviluppo del welfare in un\u2019ottica generativa e comunitaria &#8211; le relazioni di vicinato e lo sviluppo di comunit\u00e0 sono i temi sui quali ATAS onlus ha puntato. Ad oggi l\u2019Associazione ha un ruolo di primo piano in numerosi progetti di sviluppo di comunit\u00e0 (VitaINCentro &amp; OrtiINBosco, ConFini) a nei comuni di Rovereto e Trento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sessione 6 \u2013 Salute e accesso alle cure, per un diritto universale<\/strong><\/h3>\n<p><strong>OXFAM\/Centro Salute Globale (TOSCANA)<\/strong><\/p>\n<p>Centro Salute Globale: \u00e8 la struttura della Regione Toscana per il coordinamento delle iniziative di cooperazione sanitaria internazionale e di tutela della salute dei migranti. Il centro opera per soddisfare i bisogni di salute promuovendo l\u2019accesso universale a servizi sanitari di qualit\u00e0 al fine di favorire equit\u00e0, solidariet\u00e0 e inclusione sociale.<\/p>\n<p><strong>CIAC (PARMA)<\/strong><\/p>\n<p>Centro Immigrazione, Asilo e Cooperazione Internazionale: nato a Parma nella seconda met\u00e0 del 2000, \u00e8 una onlus operante in attivit\u00e0 di tutela dei diritti civili, di assistenza giuridica e sociale, di formazione dei migranti, dei richiedenti asilo e in generale delle persone.<\/p>\n<p><strong>Naga (MILANO)<\/strong><\/p>\n<p>Naga: \u00e8 un\u2019associazione di volontariato che fornisce assistenza sanitaria, sociale e legale ai cittadini stranieri, impegnata nella difesa dei diritti.<\/p>\n<p>Ambulatorio medico: sono offerti, a cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, servizi di ambulatorio, di consulenza psicologica e sportelli d\u2019ascolto per fornire risposte a donne straniere su questioni relative a prevenzione, contraccezione e maternit\u00e0. Inoltre vengono perseguite strategie e azioni di pressione per affermare il diritto alla salute per gli stranieri irregolari a livello cittadino, regionale, nazionale ed europeo.<\/p>\n<p>Medicina di strada: visitando settimanalmente le aree pi\u00f9 periferiche e degradate della citt\u00e0 e offrendo visite mediche con una clinica mobile, rende accessibile il diritto alla salute anche per i cittadini stranieri, i rom e i sinti che vivono in condizioni in cui \u00e8 pi\u00f9 difficile accedere alle cure sanitarie.<\/p>\n<p>Cabiria: organizza interventi di prevenzione e informazione sanitaria, legale e sociale al fine di favorire l\u2019accesso ai servizi del territorio delle persone che si prostituiscono.<\/p>\n<p><strong>Intersos (CROTONE)<\/strong><\/p>\n<p>Intersos: INTERSOS \u00e8 un\u2019organizzazione umanitaria italiana operante nell\u2019ambito delle emergenze umanitarie, che soccorre e aiuta persone vittime di guerre, violenze e disastri naturali. Nel 2014 \u00e8 stato aperto a Crotone un poliambulatorio INTERSOS che offre assistenza medica, servizi sociosanitari e assistenza psicologica ai migranti, ai richiedenti asilo e agli italiani che vivono in condizioni di povert\u00e0. Il centro \u00e8 stato inserito in un progetto FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) gestito dalla ASP di Crotone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sei sessioni, quasi 35 esempi di integrazione e accoglienza di richiedenti asilo o altre forme di protezione internazionale. Il workshop Territori accoglienti, in agenda sabato 24 novembre al dipartimento di Lettere dell&#8217;universit\u00e0 di Trento, far\u00e0 emergere quella costellazione spesso sconosciuta che anima il Paese. 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