{"id":4935,"date":"2015-09-30T18:07:49","date_gmt":"2015-09-30T17:07:49","guid":{"rendered":"https:\/\/euricse.staging.hgblu.com\/?post_type=publications&#038;p=4935"},"modified":"2022-04-06T15:28:18","modified_gmt":"2022-04-06T14:28:18","slug":"rapporto-italia-2015-introduzione-e-sintesi","status":"publish","type":"publications","link":"https:\/\/euricse.eu\/it\/publications\/rapporto-italia-2015-introduzione-e-sintesi\/","title":{"rendered":"Rapporto Italia 2015. Introduzione e sintesi"},"content":{"rendered":"<p>Da una riflessione che tiene conto delle diverse evidenze empiriche e delle analisi contenute nel\u00a0Rapporto &#8211; riassunte nelle pagine di questa Introduzione &#8211; \u00e8 possibile trarre due principali ordini di\u00a0conclusioni, di cui si dovrebbe tenere conto sia nella valutazione della rilevanza del settore cooperativo,\u00a0sia nell\u2019individuazione delle politiche di sostegno.<\/p>\n<p>Innanzitutto, l\u2019analisi dimostra che in Italia le cooperative nel loro insieme contribuiscono in\u00a0modo molto significativo alla formazione del prodotto interno lordo e all\u2019occupazione. Il loro contributo\u00a0assume poi una rilevanza particolare sia in alcuni settori strategici per l\u2019economia italiana come,\u00a0ad esempio, l\u2019agroalimentare, sia in attivit\u00e0 che influenzano direttamente il benessere dei cittadini,\u00a0soprattutto di quelli che versano in situazioni di maggior disagio (come, ad esempio, gli utenti serviti\u00a0dalle cooperative sociali). Inoltre, in generale e soprattutto nei settori spesso caratterizzati da forme di\u00a0impiego poco tutelate e remunerate, le cooperative garantiscono occupazioni regolari e in gran parte\u00a0stabili. Inoltre, se si tiene conto al contempo delle dinamiche, pi\u00f9 positive di quelle delle altre imprese\u00a0e delle pubbliche amministrazioni, che hanno caratterizzato la cooperazione a partire cio\u00e8 dagli anni\u00a0\u201990 del secolo scorso e soprattutto dal 2011 e dei processi di terziarizzazione in corso, \u00e8 del tutto prevedibile\u00a0che la crescita della cooperazione sia destinata a perdurare. In altri termini, l\u2019evoluzione di\u00a0lungo periodo dimostra che le imprese formate da persone che si associano per dare risposta a bisogni,\u00a0invece che per realizzare profitto, continuano a rappresentare un attore indispensabile nella gestione\u00a0di attivit\u00e0 dove il capitale umano, e in particolare la sua qualit\u00e0 e le sue motivazioni, assumono particolare<br \/>\nrilevanza. E ci\u00f2 anche alla luce della dimostrata capacit\u00e0 delle cooperative di rispondere alle\u00a0esigenze emergenti attraverso modifiche, non solo dei settori di attivit\u00e0, ma anche degli obiettivi e dei\u00a0modelli di governance.<br \/>\nLa seconda conclusione \u00e8 che le cooperative hanno veramente reagito alla crisi in modo nettamente\u00a0diverso dalle altre forme di impresa, e che ci\u00f2 \u00e8 dipeso soprattutto dalla loro particolare forma proprietari\u00a0e di governance. Esse, infatti, non devono tutelare il valore del capitale investito, ma soddisfare,\u00a0nei limiti del possibile, i bisogni dei propri soci, siano essi legati al consumo, al lavoro, o alla gestione di\u00a0segmenti dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale. Di conseguenza, a fronte del calo della domanda e\/o dei redditi\u00a0dei soci causato dalla crisi, le cooperative hanno reagito cercando di aumentare o almeno mantenere inalterati i servizi offerti e, quindi, anche i livelli di produzione e di occupazione, riducendo invece i margini\u00a0di gestione. In altri termini le cooperative hanno gestito la crisi al proprio interno senza scaricarne gli\u00a0oneri sulle finanze pubbliche attraverso il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019analisi dimostra che in Italia le cooperative nel loro insieme contribuiscono in\u00a0modo molto significativo alla formazione del prodotto interno lordo e all\u2019occupazione e che le cooperative hanno veramente reagito alla crisi in modo nettamente\u00a0diverso dalle altre forme di impresa. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14799,"parent":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"episode_type":"","audio_file":"","cover_image":"","cover_image_id":"","duration":"","filesize":"","date_recorded":"","explicit":"","block":"","itunes_episode_number":"","itunes_title":"","itunes_season_number":"","itunes_episode_type":"","filesize_raw":"","footnotes":""},"tags":[108,112,212],"class_list":["post-4935","publications","type-publications","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-statistiche","tag-resilienza","tag-rapporto-italia","publications-cat-rapporti","publications-area-misurazione-e-impatto"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Rapporto Italia 2015. 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