Dai Paesi Baschi a Trento: l’esperienza di Jon Olaizola Alberdi a EURICSE

23 Aprile 2026

Jon Olaizola Alberdi, visiting researcher presso EURICSE, racconta il suo periodo a Trento tra sfide stimolanti e nuove opportunità di ricerca. PhD candidate e ricercatore presso l’Università di Mondragón, situata nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, si occupa di economia sociale, cooperativismo e sostenibilità economica, sociale e ambientale: temi che si intrecciano con le attività di ricerca dell’Istituto, favorendo lo scambio di idee e conoscenze. Giunto alla fase conclusiva del dottorato, con la famiglia e un bambino piccolo rimasti in Spagna, vive questo periodo di visiting come particolarmente significativo, rappresentando un passaggio chiave del suo percorso accademico e personale.

Proveniente dall’ecosistema cooperativo basco, ha trovato a Trento un contesto ideale per approfondire il ruolo delle cooperative nella doppia transizione digitale e verde. In questa prospettiva, la cooperazione non è solo oggetto di studio, ma rappresenta un esempio concreto di modello sostenibile e inclusivo, particolarmente rilevante nelle attuali trasformazioni. La sua attenzione è rivolta in particolare alle pratiche di rendicontazione della sostenibilità.

In questa intervista condivide il suo percorso, mettendo in luce l’importanza del confronto con contesti diversi. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

Cosa ti ha motivato a scegliere EURICSE? Quali sono i tuoi principali interessi in relazione alle attività del centro?

Conoscevo già EURICSE e sono sempre rimasto colpito dal ruolo dell’Istituto a livello europeo nel promuovere e diffondere la conoscenza sull’economia sociale. L’opportunità di svolgere un periodo di visiting a Trento è nata grazie a un incontro con Gianluca Salvatori, segretario generale di EURICSE, durante una conferenza a Donostia, nome basco della città conosciuta come San Sebastián.

A orientare la mia scelta è stata anche la natura multidisciplinare dell’istituto di ricerca, che riunisce competenze diverse e favorisce uno scambio continuo, creando un ambiente particolarmente stimolante.

Sul piano della ricerca, mi concentro sull’impatto sociale delle cooperative: non tanto su come misurarlo, quanto su cosa misurare e come rendere visibile il loro valore distintivo. In questo quadro, temi come partecipazione, sostenibilità e transizioni ecosociali sono pienamente in linea con le attività di EURICSE.

Come si inserisce questa esperienza nel tuo percorso personale e professionale? Quali aspettative avevi all’inizio e quali obiettivi ti sei prefissato?

L’esperienza non è stata priva di sfide: avere una famiglia e un bambino piccolo richiede una riflessione attenta prima di prendere decisioni importanti. Non è stato facile scegliere di stare lontano dai propri cari, ma considero questa esperienza un’opportunità che può avere ricadute positive anche per la mia famiglia, ampliando prospettive personali e accademiche.

Professionalmente, rappresenta un’opportunità preziosa: lavorare a contatto con ricercatori impegnati in progetti europei sulle cooperative è un’occasione unica.

Il mio obiettivo principale è sviluppare uno studio comparativo sulle cooperative industriali in Italia e nei Paesi Baschi. Il progetto procede bene e spero di presentare i primi risultati a giugno. Esperienze come questa offrono anche l’opportunità di nuovi scambi e di creare collegamenti tra la mia università e le aree di ricerca sviluppate da EURICSE.

Come stai vivendo finora la tua esperienza a EURICSE? Ci sono aspetti che ti hanno particolarmente impressionato o incuriosito?

Finora l’esperienza è stata molto positiva. Trento è una città confortevole e EURICSE offre un ambiente eccellente per la ricerca. Ciò che mi ha colpito maggiormente è l’elevato livello di specializzazione del team: molte persone sono punti di riferimento a livello europeo nei loro ambiti.

Allo stesso tempo, sorprende il forte senso di coesione all’interno di un gruppo così eterogeneo. Si percepisce chiaramente che tutti lavorano nella stessa direzione, rendendo l’esperienza ancora più significativa.

Quali sono le principali differenze che hai notato tra il contesto basco e il Trentino-Alto Adige? Ci sono delle somiglianze che ti hanno sorpreso?

Mi sono concentrato soprattutto sugli obiettivi della ricerca, ma ciò che mi ha colpito è la solidità e il radicamento del modello cooperativo in Trentino-Alto Adige. Mondragón è spesso citata come esempio di successo mondiale per la sua rete di cooperative, ma anche le esperienze trentine hanno un grande valore.

Ciò che accomuna i due contesti è la presenza di una duplice dimensione: da un lato l’attenzione ai risultati e alla sostenibilità economica delle cooperative, dall’altro il loro impegno nel generare impatto e benessere per la comunità circostante.

Quali consigli daresti ad altri ricercatori o visitatori per sfruttare al meglio un’esperienza come questa a EURICSE?

Il mio consiglio è di avere una mente aperta. Anche con una buona preparazione, immergersi in un nuovo contesto richiede capacità di adattamento.

All’inizio pensavo di poter condurre numerose interviste e interagire facilmente con le cooperative locali, ma ho presto capito che lingua, differenze culturali e prospettive diverse possono rappresentare ostacoli. Per questo è fondamentale essere flessibili e ascoltare chi conosce bene la realtà locale.

Allo stesso tempo, come visiting researcher ho cercato di non essere soltanto un beneficiario passivo del contesto EURICSE, ma di contribuire attivamente, favorendo momenti di scambio, connessione e nuove opportunità di ricerca condivisa. In questo senso, l’esperienza è anche reciproca: si apprende dal contesto, ma si contribuisce al tempo stesso a costruirlo.

Quali sono le tue impressioni sulla cultura, sulla società e sullo stile di vita di questa regione? Come lo confronteresti con il contesto basco?

Appena arrivato a Trento, sono rimasto colpito dall’ambiente sereno e pacato della città, un’immagine che non coincideva del tutto con quella che avevo inizialmente dell’Italia, spesso associata a grandi città più dinamiche e movimentate. Trento è infatti una città a misura d’uomo, immersa nella natura e circondata dalle montagne, dove tutto è facilmente raggiungibile e questo equilibrio incide concretamente sulla qualità della vita quotidiana.

Fin da subito ho notato più somiglianze che differenze con il contesto basco: i ritmi sono “nord-europei”, la qualità della vita molto alta e tutto facilmente accessibile.

Anche qui, come nei Paesi Baschi, si percepisce una forte attenzione alla vita comunitaria, alle relazioni sociali e a un buon equilibrio tra lavoro e vita privata.

Se dovessi descrivere questa esperienza in tre parole, quali sceglieresti?

Ispirante, collaborativa e ricca di pause caffè. 🙂

 

 

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